Meknes è riconosciuta come una delle città imperiali del Marocco e si trova tra Fez e Rabat.

Questa città ci rimarrà nel cuore, non tanto per un luogo in particolare ma quanto per le persone e l'ospitalità che ci hanno mostrato. La città possiede una Medina labirintica che inferisce alla città un’essenza misteriosa. Per questo motivo è davvero molto complicato orientarsi, nessuna cartina e neanche Google Maps potranno evitare di farvi perdere almeno un po’ di volte; per nostra fortuna abbia conosciuto Yassine, un ragazzo marocchino che come lavoro 'adesca' turisti disorientati come noi. Subito abbiamo cercato di allontanarlo ma poi siamo stati ben contenti di passare il pomeriggio con lui.

Abbiamo fatto il giro di tutta la medina imparando aneddoti su ogni quartiere, partendo da quello ebraico, chiamato Mellah,

passando per il quartiere delle spezie fino ad arrivare al quartiere degli artigiani dove ci ha fatto conoscere alcuni dei sui amici mentre erano a lavoro.

Inoltre siamo potuti entrare nelle concerie che sono diverse da quelle presenti a Marrakech e Fes; in queste concerie si utilizzano solo sostanze naturali e la differenza si nota subito dall'odore decisamente meno forte e aspro rispetto alle concerie visitate in precedenza.

Infine la nostra visita di Meknes termina a Plaza Lahdime, la principale piazza della città, dove si può vedere la porta Bab Mansour.

Meknes

Dopo il pomeriggio passato con Yassine, decidiamo di rilassarci in un bar con terrazza vista sulla piazza.

La sera dopo cena torniamo nel nostro riad a riposarci perchè il giorno dopo saremmo partiti per Azrou.

La medina di Fès è una delle più estese e meglio conservate città medievali del mondo, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Un labirinto di 9.400 vicoli, protetto dalle antiche mura, dove si concentra l'eccellenza dell'artigianato tradizionale marocchino.

A differenza delle altre città marocchine, qui gli abitanti del posto (chiamati fassi e non fessi) sono abituati al turismo. Infatti noterete che molti ragazzi dei negozi o dei ristoranti sanno come accalappiare il turista occasionale.

Con ogni probabilità, inizierete  la vostra visita alla medina dalla porta Bab Boujloud o Porta Blu. Qui si concentrano moltissimi ristoranti e caffetterie dove gustare un buon tajin o sorseggiare un tè alla menta. La porta è ben decorata e di sera risplende il blu che fa da contrasto con i palazzi circostanti.

Le concerie sicuramente rappresentano l’attrazione principale della città e  sono le più antiche concerie del mondo, dove decine di persone operano ancora come facevano in epoca medievale. Qui gli uomini fanno la pelle in una conceria circondata da case e negozi.

L’odore può essere piuttosto intenso, quindi è consigliabile una sciarpa per coprire il naso o utilizzare alcune foglie di menta, ma comunque niente di così sgradevole. Per scattare qualche foto dall’alto, sarete obbligati a entrare nelle terrazza dei negozi che vendono capi d’abbigliamento e accessori. Quindi armatevi di pazienza e lasciate qualche mancia ai procacciatori di clienti che vi hanno fatto da guida.

La visita di Fes è una passeggiata così incantevole che vien voglia di farla due volte. All'alba, nella luce che sorge dalle colline e al tramonto quando il sole colora di ocra e di rosso i tetti e le cupole. Visione indimenticabile, che si incide nella memoria come un invito a tornare.

Dopo aver passato la notte in riad, svegliati come al solito dal canto del muezzin, non poteva esserci risveglio migliore di una ricca colazione marocchina con vista sui tetti di Fes.

Dopo colazione siamo partiti per Meknes.

 

 

 

Non è un set cinematografico ed esiste davvero. E’ la città blu del Marocco, Chefchaouen. Incorniciata dalle vette del Rif, è una delle città più belle del Nord Africa e – anche se il turismo ha preso piede negli ultimi anni – va detto che a Chefchaouen non si arriva rapidamente, per cui è ancora oggi esclusa dai tour più classici. Però non è impossibile arrivarci, ha collegamenti con pullman da varie città come Fez e Tangeri, e nel caso in cui aveste affittato un auto, come noi, l’unica vostra preoccupazione sarà quella di impostare il navigatore e di trovare un buon parcheggio in città fuori dalla medina.

Si va a Chefchaouen per perdersi, letteralmente e metaforicamente. Non ci sono indirizzi particolari da menzionare né musei da visitare, questa piccola cittadina è un groviglio di vicoli, angoli nascosti e scale improvvisate che vi faranno sognare, facendovi vivere un giorno come dentro ad un acquario. La parte caratteristica, tutta dipinta di blu, si concentra nella Medina, un luogo così affascinante ed esotico che non puoi fare a meno di amare al primo sguardo.

Sul perché questa città sia dipinta di blu ci sono diverse teorie, alcuni sostengono che siano stati gli ebrei a dipingere le abitazioni per richiamare il colore blu del paradiso, secondo altri invece il motivo è puramente pratico: il blu funziona come repellente per le zanzare.

Dopo aver passato la giornata tra salite, discese e tè alla menta, andiamo a mangiare in un ristorante tipico marocchino nella piazza Outa-el-Hammam.

Dopo cena andiamo nel nostro bed & breackfast a riposarci perchè il giorno dopo saremmo partiti per Fes.

 

Rabat, capitale del Marocco ma meta non molto ambita dai turisti.

Si tratta di una città in forte sviluppo e cambiamento. Ci sono cantieri attivi in ogni dove, ma il centro storico è ancora davvero autentico con molta vita.

Nel complesso a Rabat si può dedicare una giornata o addirittura due.

Come la maggior parte delle località del Marocco, l’essenza si concentra nella Medina, con le sue viuzze strette e contorte piene di vita. È una medina pulita, ordinata e rispetto ad altre è abbastanza facile orientarsi.

Uscendo dalla mediana se si continua camminando con il mare alla nostra destra, velocemente ci avvicineremo al quartiere conosciuto come la Kasbah degli Oudaya, una zona dove predomina l’azzurro delle facciate dei palazzi; colore dovuto non tanto per rimanere in tono con il mare adiacente, ma perché tale è il colore della calce utilizzata per tenere lontane le zanzare. Visitando la Kasbah si arriverà al conosciuto Café Moura

dove sarà possibile prendere tranquillamente un tè marocchino (con menta e zucchero) per solo 10 MAD avendo una stupenda vista verso Salé e il mare.

Prendendo un “Petit Taxi” è possibile raggiungere Chellah.

Chellah è una fortezza che custodisce importantissime testimonianze romane come un Foro, un Hammam, etc. È un sito molto bello sia per la conservazione così come per la convivenza di resti fenici, romani, cartaginesi e arabi in uno spazio delimitato. Un luogo per il quale vale la pena spendere i 10 MAD richiesti.

Un'altra meta che non può mancare per la visita di Rabat è la Torre Hassan, i resti di una antica moschea del XII secolo composta dal minareto progettato dallo stesso architetto della Giralda di Siviglia.

La sera dopo aver mangiato in uno dei numerosi ristoranti tipici marocchini siamo tornati nel nostro riad.

Il giorno dopo saremmo partiti per Chefchaouen.

 

 

 

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